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Il concorso Instant House Temporary Housing propone la sperimentazione di una struttura residenziale dotata di servizi legati alla mobilità di ricercatori e visiting professors presso il Politecnico di Milano. Il concorso si propone di sperimentare modalità abitative per persone che non risiedono in maniera permanente nella città. L'area di progetto si colloca all'interno del progetto del Campus Sostenibile del Politecnico di Milano.

Il programma prevede la progettazione di uno o più manufatti che rispondano al bisogno di una popolazione residente in mobilità e che allo stesso tempo svolgano il ruolo di servizio alla comunità scientifica e ai cittadini che gravitano attorno al Campus di Città studi.
La proposta si articola entro la dialettica fra spazi individuali e spazi collettivi. Come se la città entrasse a contaminare gli utenti 'esterni' e questi, a loro volta, cedessero alla parte di città e alla comunità in cui vivono aspetti della loro esperienza. Una residenza inclusiva e aperta, capace di generare spazi accoglienti e pieni di vitalità.

premi

PRIMO PREMIO

Andrea Di Marino della Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli di Aversa (Italia)

La soluzione del progetto si struttura  attraverso l'idea-guida di una nuova strada pubblica, la quale si attesta perpendicolarmente a via Celoria; questo spazio pubblico è definito da un elemento allungato, una promenade, sospesa sopra la quota della città, ed incastonata in una struttura a traliccio, che è anche elemento connotativo e caratterizzante del progetto. La promenade è anche elemento di distribuzione, ponendosi quale filtro regolatore tra i flussi diurni e quelli notturni;  organizza quindi la circolazione dell'intero edificio, dal momento che mette a sistema anche i ballatoi delle residenze, poste al livello superiore.

Nello spazio allungato della promenade vengono collocate le funzioni pubbliche, al netto della sala, la quale per motivi formali e tematici fuoriesce dalla composizione, assumendo una giacitura dettata dal rapporto con la città.

La spina centrale è dunque l'elemento principale del progetto che mette in relazione lo spazio privato delle residenze con lo spazio pubblico della città, un luogo di connessione, una sinapsi urbana che contiene e collega differenti funzioni.

Le residenze sono invece dei blocchi compatti, composti da unità minime che ospitano due persone; vengono distribuite da un ballatoio e servite da una fascia tecnica ed uno spazio living dalle dimensioni contenute. Questo spazio pubblico è caratterizzato da un elemento d’arredo che sintetizza e semplifica le funzioni alle quali è chiamato a rispondere il classico alloggio. L’elemento permette inoltre, varie configurazioni spaziali, in maniera tale che sia il luogo ad adattarsi all’individuo e non viceversa.

PRIMO PREMIO - Andrea Di Marino

SECONDO PREMIO

Julia Jordan e Margitta Wagner della University of applied sciences Wurzburg-Schweinfurt (Germania)

L'idea principale del progetto è quella di creare un volume introverso, che possa contenere cellule abitative, spazi comuni e servizi.

Un involucro protegge e circonda tre tipologie abitative, ognuna delle quali ospita differenti funzioni: queste funzioni sono collocate nelle residenze in relazione alla loro dimensione pubblica o privata. Pertanto ogni edificio contiene funzioni pubbliche, quali e-car sharing, mediateca, sala conferenze e spazio espositivo, e si affaccia su via Celoria.

Le funzioni semi-pubbliche (cucina, sala da pranzo, soggiorno, lavanderia ed area benessere) sono collocate nel secondo edificio, mentre nel terzo trovano spazio le funzioni più private.

Usualmente all'interno degli spazi tradizionali si svolgono le funzioni del dormire, del cucinare e del lavarsi; tali spazi sono usati in maniera esclusivamente individuale. Per poter mettere in discussione questa tradizione gli spazi individuali e collettivi sono stati riorganizzati: una nuova tipologia pensata per ridurre gli spazi privati a favore di quelli collettivi, dove i residenti possano trascorrere del tempo assieme. Questa forma dell'abitare temporaneo favorisce una maggiore socialità.

SECONDO PREMIO - Julia Jordan e Margitta Wagner

TERZO PREMIO

Linfan Liu (The State University of New York at Buffalo) e Gregory Serweta (Cornell University)

Mantenendo come punti fissi l'area di progetto e la praticità di una struttura permanente, un edificio può essere ripensato come un villaggio, dove le persone possono vivere e condividere gli spazi in un ambiente creato dalla frammentazione delle funzioni. E mediante la proprietà o l'affitto, è possibile ricreare un variegato network di spazi per soddisfare le esigenze dell'abitare del 21° secolo.

Le modalità dell'abitare temporaneo dei visiting professors (da soli o con le famiglie) che arrivano a Milano, generano uno spazio che può fluttuare per accogliere differenti usi degli spazi, per garantire una maggior privacy e per soddisfare le necessità dei residenti. Al primo piano dell'edificio, piccole unità abitative ospitano gli spazi per dormire, lavorare e per il deposito, mentre altre stanze di dimensioni maggiori possono essere utilizzate per altre funzioni (pranzare, tempo libero e soggiorno).

Le residenze vengono condivise tra i vari visiting professors, per creare in tale maniera un villaggio, un microcosmo all'interno dell'edificio. Sale riunioni, caffetterie, spazi espositivi, mediateche e info points possono quindi essere frequentati dagli studenti e dai docenti provenienti da differenti facoltà, così come dai cittadini comuni. Le zone private sono progettate in moduli quadrati posti con angolazioni differenti per rompere l'assialità della visuale. L'intero edificio è organizzato secondo l'asse nord-sud dove si passa gradualmente dagli spazi più privati a quelli più pubblici.

TERZO PREMIO - Linfan Liu e Gregory Serweta

menzioni

Menzione speciale
Joana Oliveira Faria Guerra (Faculdade de Arquitectura da Universidade Tecnica de Lisboa – Portogallo)
Il progetto presenta aspetti di interesse per la scelta della modularità che è in grado di assorbire tutta la complessità funzionale richiesta dal bando.
L'impianto di natura tipologica risulta chiaro nei rapporti che instaura tra la base in cui vengono collocati gli spazi comuni e la torre, con relativa corte, dove vengono collocate le residenze e gli spazi individuali.

Menzione speciale
Sharmie Tsz Ching Fan, Frank Yu-Tao Chen e Emily Oi Yee Mak (Parsons the New School for design – New York)
La proposta di una “megastruttura” , realizzata mediante la tecnologia del legno lamellare, offre una soluzione di grande interesse per la risposta al controllo energetico e alla variazione tipologica dei piccoli corpi contenuti in essa.

Menzione speciale
Moein Moazamian e Somayeh Kianpour (Politecnico di Milano – Milano)
Segnalato per il corretto approccio al tema dell' “Instant House”, per la reversibilità urbana e per i chiari sistemi costruttivi adottati.Apprezzabile anche il criterio compositivo “light touch”.

Menzione speciale
Yibo Xu e Xianya Xu (Politecnico di Milano – Milano)
Il progetto propone una soluzione originale e ben strutturata nel contesto: alla grande area pubblica si sovrappone un volume sospeso a notevole altezza, che produce uno spazio di grande impatto formale. Si sottolinea la cura nel dettaglio e negli aspetti materici.

Progetti segnalati
Bortoluzzo Davide, Fungher Giulia e Andrea Alba
, IUAV Venezia, Italia
Paulo Ricardo dos Santos Sousa e Sónia Daniela de Castro Alves, Faculdade de Arquitectura Universidade do Porto, Portogallo
Gianluca Santosuosso e Silvia Coccolo, Politecnico di Torino, Italia
Paula López Velazco, Irene Gil, Ignacio Nistal Bovill e Leticia Izquierdo Garcia, 100x10, ETSAM - Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna.
Gabriele Borgnino, Politecnico di Torino, Italia
Federico Mazzoli e Marcella Di Giorgio, Università degli studi di Firenze, Italia
Claudia Salvarani Dièz, Cristina Herrero Muñoz, Manuel Montoro Estebar e Marcos Garcia Mouronte, 100x10, ETSAM - Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna
Rosa Perez Resino, ETSAM - Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna
Maxym Gakh, Lviv Polytechnic University, Ucraina
Marco Persichetti, Capocci Francesco e Silvi Marco, Facoltà di Architettura Valle Giulia – Università Sapienza di Roma, Italia
Loris Nobile, Fabio De Ciechi, Carlo Gallelli, Luca Genoni  e Manuele Mossoni, Politecnico di Milano, Italia
Castaldi Giulia, Facoltà di Architettura Valle Giulia – Università Sapienza di Roma, Italia e Bellamico Laura, Ensa Paris La Villette
Diego Iglesias Gomez, Macarena Garcia Pabòn, Marta Romero Gonzàlez e Rocío Bachiller Barquìn, 100x10, ETSAM - Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna
Germano Schillaci e Irene Pulvirenti, Facoltà di Architettura – Università di Catania, Italia
Gemma Diaz, Jimmy Sheehan Tejero, Celia Izquierdo e Marta Villanueva Villaverde, 100x10, ETSAM - Escuela Tecnica Superior de Arquitectura de Madrid, Spagna
Romel Ragasa, Anthony Lugo e Cesar Juarez, Spritzer School of Architecture at City College – City University of New York, USA